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La Biblioteca

La Biblioteca di Benedetto Croce, dichiarata, nel suo nucleo originario di circa 80.000 volumi, di eccezionale interesse ai sensi della legge 1 giugno 1939 n. 1809, con decreto ministeriale del 16 maggio 1943 e del 10 febbraio 1952, è stata aggiornata a cura della Fondazione fino a comprendere oggi circa 100.000 volumi, fra libri e riviste. Fra i numerosi volumi si segnalano la collezione vichiana; raccolte di libri rari e rarissimi; i manoscritti di alcune opere di Croce (le Tesi di estetica, la Filosofia di Giambattista Vico, La storia come pensiero e come azione, L'estetica, il Contributo alla critica di me stesso, la Storia d'Italia dai 1871 al 1918; e i Taccuini di lavoro nella stesura definitiva e nella prima versione dei Diari); la raccolta integrale delle edizioni e traduzioni delle opere di Croce e degli scritti su Croce.

Un'ampia descrizione della biblioteca si legge nel saggio di M. Rascaglia [2005] che qui riportiamo:

 

Luogo d’elezione della biblioteca è la collezione vichiana racchiusa in uno scaffale proveniente da una nave ammiraglia d’epoca napoleonica. A partire dall’esemplare della Scienza Nuova del 1730 dedicato a Celestino Galiani e ricco di postille autografe, è presente l’intero corpus delle opere nell’editio princeps e nelle varie edizioni otto-novecentesche. Accanto a esso si conserva una vasta rassegna della produzione critica confluita nella bibliografia vichiana che il filosofo curò insieme a Fausto Nicolini. Tra i titoli si incontra la redazione manoscritta della sua Filosofia di Giambattista Vico.
Classici del pensiero filosofico, testi di storia politica, religiosa, sociale ed economica, opere di poesia e narrativa in lingua francese, inglese, tedesca, impreziositi non di rado da dediche autografe degli autori, si susseguono negli scaffali secondo un rigoroso ordine tematico. Sequenze diverse ospitano raccolte di periodici e miscellanee di opuscoli predispose personalmente di Croce.
Disseminati nelle sale della biblioteca, si conservano numerosi cimeli e ricordi storici pervenuti da amici e collezionisti. Tra i più cari a Croce si ricorda una pagina autografa, ritrovata nelle carte di Francesco De Sanctis, del discorso della Corona pronunciato da Cavour il 10 gennaio 1859, nella quale si legge la celebre frase sulle “grida di dolore” rivolte al governo piemontese da ogni parte della penisola. Racchiusa in una piccola cornice di legno accanto ad alcuni ritratti del filosofo, è conservata una lettera autografa di Vico a Celestino Galiani del 18 ottobre 1725, in occasione dell’invio della prima edizione della Scienza Nuova.
Un gruppo di autografi di Francesco De Sanctis apre la serie di manoscritti conservati nella biblioteca. Si tratta di opere quali la traduzione della Logica hegeliana e il carme La prigione, composte all’inizio degli anni Cinquanta durante la prigionia a Castel dell’Ovo prima dell’esilio, e di un nucleo del carteggio con Angelo Camillo De Meis. Una raccolta di liriche di Alessandro Poerio completa la documentazione ottocentesca, mentre al Seicento si riferiscono i manoscritti di autori minori come la Venatiodel Cantalicio.
Incunaboli, cinquecentine e seicentine ricordano le incursioni compiuteda Croce nella produzione letteraria minore alla scoperta di autori spesso dimenticati. Sugli scaffali si scorgono esemplari quasi introvabili reperiti grazie all’aiuto di esperti bibliofili quali l’amico Tammaro De Marinis. Dall’incunabolo fiorentino del 1497 degli Hymni et Epigrammata di Michele Marullo Tarcaniota alle elegie di Calenzio contenute negli Opuscola stampati a Roma da Besicken nel 1503, all’aldina delle Opere di Giovanni Pontano apparsa tra il 1513 e il 1518 nell’esemplare appartenuto agli Urfè, all’edizione veneziana che nel 1533 raccoglie i Dialogi di Giambattista Folengo e i Poemata del fratello Teofilo. Non mancano testimonianze di altri autori napoletani come la Clio divina di Antonio Sanfelice stampata da Sultzbach nel 1541, la poco nota Dichiaratione de molti luoghi dubbiosi d’Ariosto, e d’alquanti del Petrarca, libello composto nel 1531 da Benedetto De Falco in difesa di Dante, o le Rime di Gaspara Stampa inserite in una miscellanea veneziana del 1554.
L’ampia sezione che ospita la letteratura dell’età barocca annovera un esemplare, dono di Tammaro De Marinis, della rarissima raccolta di poesie di Tommaso Campanella curata da Tobia Adami nel 1622 e una copia del De sensu rerum nell’edizione del 1636 con dedica autografa ai confratelli e ospiti del convento dei giacobini. Testi teatrali introducono la produzione settecentesca, con particolare riferimento all’età dei lumi, a lungo indagata da Croce soprattutto nelle sue espressioni meridionali. Tra le opere dell’Ottocento si segnalano i fogli di stampa di uno scritto di Foscolo sui fatti di Parga, Narrative of events illustrating the fortunes and cession of Parga, mai pubblicato, e una Raccolta di prose italiane con un discorso della maniera d’ammaestrare la gioventù nelle umane lettere in tre volumi curata dalla Società Tipografica dei Classici Italiani nel 1808-1809 e appartenuta a Manzoni che figura tra gli associati della casa editrice.

La Biblioteca è aperta alla consultazione degli studiosi che ne fanno richiesta, su autorizzazione della Direzione; e sono ammessi alla lettura gli allievi e i docenti dell'Istituto italiano per gli studi storici. Il catalogo è consultabile presso l’Istituto italiano per gli studi storici (http://www.iiss.it/) dove si può presentare la richiesta di consultazione dei volumi. Alla richiesta va allegata una lettera di presentazione.

 

Bibliografia:

D. Marra Beth, Conversazioni con Benedetto Croce su alcuni libri della sua biblioteca, Milano, Hoepli, 1952.
D. Marra Beth, Croce Bibliofilo, estr. da «Letterature Moderne», numero speciale dedicato a a Benedetto Croce, Milano, Malfasi editore, 1953.
D. Marra Beth, La biblioteca di Benedetto Croce. Le note autografe ai libri. I. Scrittori dell'età barocca, Napoli, Bibliopolis, 1994; II. Scrittori del Rinascimento, Napoli, Bibliopolis, 2004.
M. Rascaglia, N. Ruggiero (a cura di), Dalla Biblioteca di Benedetto Croce. Catalogo della mostra di autografi e libri a stampa. Napoli 19 nov. – 20 dic. 2002, Roma, Teseo, 2002.
M. Rascaglia, Fondazione Biblioteca Benedetto Croce, in Storia della letteratura italiana, vol. XIII, Roma, Salerno, 2005, pp. 869-73.