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L'Archivio

L’Archivio privato di Benedetto Croce, custodito dalla Fondazione, dichiarato di notevole interesse storico dalla Soprintendenza archivistica per la Campania il 20 maggio 1997, è costituito da numerosi nuclei documentali, che testimoniano la vastissima attività letteraria, filosofica, storica e politica di Benedetto Croce, ma anche vicende private e familiari. Le serie principali che lo compongono sono il Carteggio e la Miscellanea di scritti concernenti Benedetto Croce.

Il Carteggio, la cui consistenza è stimata in oltre 100.000 documenti (allegati esclusi), è conservato in 266 scatole di cartone. Si tratta di un corpus straordinariamente integro, ordinato e custodito con estrema cura dal Croce prima, dai suoi eredi poi. La serie, che documenta i rapporti di Croce con le personalità più rappresentative del suo tempo, racchiude la corrispondenza ricevuta tra il 1883 e il 1952, ma anche un numero significativo di sue minute e di lettere indirizzate ad altri destinatari, e pervenute al Croce sotto forma di allegati o per diversa modalità. Si tratta dunque in massima parte di materiale epistolare (lettere, cartoline, biglietti, telegrammi), ma non mancano altre tipologie documentarie (manoscritti, fotografie, ritagli di giornale, verbali, note private, disegni).

Fin dal suo primitivo costituirsi, la serie fu divisa in due gruppi in base ai criteri di ordinamento, dando così origine a due sottoserie:

  1. per anno, con sottordinamento alfabetico per corrispondente;
  2. per corrispondente, con sottordinamento cronologico.

Nella prima sottoserie è compresa la maggior parte dei documenti; la seconda, che include solo nove scatole, contiene l'intera corrispondenza con Silvio e Sofia Spaventa, Giuseppe Ceci, Alessandro Ademollo, Vittorio Caravelli, Antonio Labriola, Georges Sorel, Renato Serra, Antonio Cristaldi. 
Tale disposizione si deve in gran parte al lavoro di Giovanni Castellano (1878-1951), che nei primi decenni del Novecento collaborò con Benedetto Croce, svolgendo mansioni di segretario e di archivista, e redigendo un inventario manoscritto della corrispondenza in tre volumi, relativo agli anni 1883-1932. Alda Croce, secondogenita del filosofo, completò l’indice delle carte, approntando un inventario, in 5 volumi, per gli anni dal 1933 al 1952.

Dal gennaio del 2001 è in corso un lavoro di parziale riordinamento, di schedatura analitica su supporto informatico e di digitalizzazione della serie.

Il riordinamento in corso ricalca l'originario assetto dell’archivio. Le modifiche e le correzioni, che pure vengono apportate, mirano non già a sostituire o sovrapporre nuovi criteri, ma semplicemente a sanare incongruenze, vuoti, sviste o veri e propri errori materiali, occorsi ad esempio nella decifrazione dei nomi dei mittenti.

Parallelamente, si va procedendo all'elaborazione di una banca dati relativa ai profili bio-bibliografici di tutti i corrispondenti presenti nell'Archivio (sono stati individuati finora circa 7.000 corrispondenti e tracciati circa 4.800 profili biografici).

La documentazione ad oggi schedata e digitalizzata è quella degli anni 1883-1927.

La Miscellanea di scritti concernenti Benedetto Croce è composta da novanta volumi – novantaquattro tomi - datati dal 1885 al 1952, allestiti da Croce o sotto la sua direzione.

I volumi contengono articoli, notizie, relazioni, recensioni, saggi relativi alla sua attività di critico, filosofo, storico e politico, nonché contributi pertinenti ad alcune questioni che, sebbene non lo riguardassero direttamente, ebbero per lui particolare rilevanza. Il materiale è essenzialmente in forma di ritagli di giornale, opuscoli, estratti, fotografie, vignette umoristiche, dattiloscritti, postille e appunti manoscritti. Croce annotò puntualmente titoli, testate e date topiche, sciogliendo anche pseudonimi e sigle di autori, ove noti, e aggiungendo commenti manoscritti là dove gli sembrasse necessario. Nella maggioranza dei casi i contributi sono in lingua italiana, ma diversi sono quelli in inglese, francese, tedesco, spagnolo, polacco, russo, rumeno, svedese, danese, ceco. La tipologia delle discipline rappresentate si estende dalla filosofia alla storiografia, dalla letteratura alla politica alla vita civile. La quantità totale dei contributi è di circa 16700 pezzi.

La serie è descritta quasi integralmente in un catalogo a schede cartaceo (per autore/titolo e per soggetto), consultabile nella Fondazione, redatto prima del successivo lavoro di schedatura informatica.

Per l’informatizzazione dell’Archivio la Fondazione ha deciso nel 2000 di dotarsi dell’applicativo Gea, strumento in uso alla rete Archivi del Novecento (http://www.archividelnovecento.it) cui la Fondazione ha aderito per dare il suo contributo a un progetto nato alcuni anni prima per integrare sul web le più importanti fonti archivistiche nazionali di ambito politico e culturale conservate nei maggiori Istituti e Fondazioni.

Nel 2004 la Fondazione ha aderito al progetto Archivi on line, promosso dal Senato della Repubblica. In tale ambito è stato realizzato l’inventario analitico informatizzato dell’intera serie; sono stati in particolare riprodotti e pubblicati in formato digitale i documenti presenti nei voll. I, II, VIII-XII, XVII-XXI, XXX, XXXI, XXXV, XXXVIII-XL, XLII, XLVI-XLVII, L, LII, LV, LVIII, LXII, LXIV-LXXII, LXXIV bis, LXXVIII-LXXIX.

Tale inventario è consultabile all'indirizzo http://www.archivionline.senato.it 

Nuclei documentali ulteriori dell’Archivio di Benedetto Croce sono costituiti dalle carte relative ad incarichi pubblici, ad attività politica e alla partecipazione a società culturali e accademie napoletane e nazionali.

La Fondazione conserva inoltre un gruppo di autografi di Vittorio Imbriani (1840-1886), pervenuto per lascito, e l’archivio di Elena Croce (1915-1994).

Ogni decisione sulla consultazione e la pubblicazione dei documenti dell'archivio è riservata alla Fondazione.